La vita e la libertà delle persone devono restare sotto responsabilità umana. È il monito di Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale, pronunciato il 30 ottobre 2026 in Vaticano davanti ai partecipanti all’incontro promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dal Future of Life Institute.
Il Pontefice indica un limite preciso: «certe decisioni non devono mai essere delegate». Il richiamo riguarda anche l’impiego della forza e i sistemi che classificano le persone, con il rischio di ridurle a dati.
Intelligenza artificiale e armi autonome: l’appello del Papa
Leone XIV chiede un controllo umano efficace, informato e responsabile. Agli Stati attesi a Ginevra a novembre rivolge l’invito a compiere passi concreti verso il bando delle armi letali autonome. La richiesta è che l’IA venga «disarmata».
Tecnologia, dignità e responsabilità
Nel discorso il Papa distingue gli strumenti dalle persone. Attribuire personalità giuridica ai sistemi di IA, avverte, potrebbe rendere meno riconoscibili le responsabilità di chi li sviluppa e li utilizza, lasciando senza un interlocutore chi subisce danni.
Il criterio proposto è l’utilità per le persone: affidabilità, accesso alle cure e alla conoscenza, benefici dell’innovazione condivisi anche con chi dispone di meno risorse.
Regole condivise e controlli indipendenti
Per Leone XIV i principi etici richiedono istituzioni capaci di applicarli. Servono standard comuni, vigilanza indipendente e strumenti per contestare le decisioni e ottenere rimedi. Il futuro dell’IA, sostiene, dipende dalle scelte umane: occorre poter orientare le applicazioni e, quando necessario, rifiutarle.

