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Fisco e lavoro, Giorgia Meloni: 21 miliardi tra taglio del cuneo e riforma IRPEF

Nel messaggio all’assemblea Conflavoro, la presidente del Consiglio ha collegato il sostegno ai redditi dei lavoratori alle misure per le PMI e a un rapporto più semplice con il Fisco.

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
Giorgia Meloni ha inviato un messaggio alla XVI Assemblea Nazionale Conflavoro del 30 settembre 2026. · Foto: Vox España / Wikimedia Commons — CC0

Il sostegno ai redditi dei lavoratori e la competitività delle piccole imprese passano anche dal rapporto con il Fisco. È il filo conduttore del messaggio inviato da Giorgia Meloni alla XVI Assemblea Nazionale di Conflavoro, che si è svolta il 30 settembre a Roma.

La presidente del Consiglio ha indicato in 21 miliardi di euro ogni anno l’impatto complessivo del taglio del cuneo fiscale e della riforma dell’IRPEF, presentandoli come interventi destinati a lasciare maggiori risorse ai cittadini.

Il dato riguarda l’insieme delle due misure: non rappresenta il valore del solo taglio del cuneo né un nuovo stanziamento annunciato durante l’assemblea.

Redditi dei lavoratori e riduzione del prelievo

Nel messaggio, Meloni ha portato l’esempio di un lavoratore dipendente con 30mila euro di reddito annuo, indicando un beneficio di 1.200 euro netti in più all’anno.

Si tratta dell’esempio illustrato dalla presidente del Consiglio, non di un incremento identico per tutti i dipendenti. L’effetto delle misure va distinto dalla crescita della retribuzione contrattuale: una riduzione del prelievo può aumentare il reddito disponibile senza modificare lo stipendio lordo.

Il tema si inserisce nel confronto sul potere d’acquisto e sul lavoro, nel quale le politiche fiscali si affiancano alle decisioni su salari, produttività e rinnovi contrattuali.

Le PMI al centro del messaggio

L’intervento ha richiamato anche il ruolo delle piccole e medie imprese, considerate un elemento essenziale del tessuto produttivo italiano e del Made in Italy.

L’assemblea Conflavoro, ospitata all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, ha riunito circa 800 imprenditori, secondo il comunicato dell’organizzazione. L’appuntamento ha offerto l’occasione per discutere le condizioni necessarie a sostenere investimenti, innovazione e occupazione.

La Confederazione, che dichiara circa 90mila imprese associate, ha presentato proposte dedicate agli utili reinvestiti, ai costi energetici e alla ricerca industriale. Richieste che portano nel dibattito sulla prossima Legge di Bilancio le esigenze delle aziende di minori dimensioni.

Un rapporto più certo con il Fisco

Tra gli interventi richiamati da Meloni figurano il concordato preventivo biennale per PMI e Partite IVA e la riforma dello Statuto del contribuente.

La presidente del Consiglio li ha collegati alla necessità di rendere più prevedibili i rapporti tributari, rafforzare le tutele e ridurre il peso delle sanzioni amministrative.

«Lo Stato deve essere un alleato, e non un nemico di chi lavora e produce», ha affermato nel saluto all’assemblea.

Per le imprese, il confronto riguarda quindi sia il livello del prelievo sia la possibilità di programmare le attività in un quadro più chiaro. Redditi dei lavoratori, investimenti aziendali e certezza fiscale restano aspetti distinti, ma convergono nella discussione sulle condizioni di crescita del sistema produttivo.

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