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Politiche attive del lavoro, nasce la Scuola nazionale per rafforzare competenze e servizi

resentata a Roma alla presenza di Marina Calderone, l’iniziativa mette in relazione istituzioni, servizi per l’impiego, università e attori economici e sociali.

Presentazione della Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro nella sede INAIL di Roma.
La presentazione della Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro a Roma. · Foto: Ital Communications

Rafforzare le competenze di chi progetta e realizza le politiche del lavoro, creando occasioni di confronto tra istituzioni, operatori e ricerca. Con questo obiettivo è stata presentata a Roma la Scuola Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro.

La presentazione si è svolta nella Sala del Parlamentino della sede INAIL, alla presenza della ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. L’iniziativa si rivolge alle istituzioni centrali e regionali, ai servizi per l’impiego, alle università, ai centri di ricerca e agli attori economici e sociali.

Competenze per interpretare le trasformazioni del lavoro

Il progetto nasce dall’esigenza di comprendere i cambiamenti del lavoro e tradurli in risposte più efficaci. Secondo Calderone, la formazione deve coinvolgere tutti i livelli del sistema: operatori, dirigenti, responsabili delle politiche e decisori nazionali e regionali.

L’obiettivo indicato dalla ministra è aumentare la capacità di costruire interventi coordinati e tempestivi. La Scuola prevede un’articolazione differenziata per livelli e profili, valorizzando anche il confronto con esperienze sviluppate in altri Paesi europei.

Il percorso punta quindi a mettere in relazione le competenze operative con quelle di chi definisce gli indirizzi e governa i servizi.

Condividere esperienze per migliorare i servizi

Paola Nicastro, presidente e amministratrice delegata di Sviluppo Lavoro Italia, società in house del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha descritto la Scuola come uno spazio di incontro per il sistema delle politiche attive.

La condivisione di conoscenze, esperienze e buone pratiche rappresenta il centro dell’iniziativa. Il confronto riguarda gli operatori pubblici e privati, con l’obiettivo di favorire servizi più integrati e una maggiore capacità di innovazione.

Nella prospettiva illustrata da Nicastro, il miglioramento dei servizi al cittadino passa anche dalla possibilità di far circolare ciò che viene appreso sul campo, rendendolo utile all’intero sistema.

Un collegamento tra sperimentazione e apprendimento

La Scuola intende favorire uno scambio continuo tra sperimentazione, apprendimento e indirizzo delle politiche. Le esperienze operative potranno alimentare il confronto sulle scelte, mentre la condivisione delle conoscenze contribuirà a orientare il lavoro degli attori coinvolti.

A questo si affianca una dimensione europea e internazionale, attraverso il dialogo con iniziative analoghe e pratiche sviluppate in altri contesti.

La presentazione segna l’avvio di un progetto che punta a rendere più solido il patrimonio di competenze del sistema italiano delle politiche attive. Il traguardo indicato è migliorare la qualità e il coordinamento degli interventi attraverso la collaborazione tra chi li progetta, chi li governa e chi li attua.

Le trasformazioni partono dai luoghi.

Città, province, distretti produttivi e aree interne raccontati attraverso dati, esperienze e politiche capaci di generare valore.

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