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La filigrana Editoriale di Domenico Colotta

Il cielo in una fake.

Quando la disinformazione diventa una minaccia vitale

Illustrazione sulla disinformazione: notizie false sugli schermi, vaccino e aerei.

Negli anni della pandemia abbiamo assistito tutti all’esplosione di disinformazione e fake news, cogliendo per la prima volta l’importanza della corretta informazione. Nel periodo pandemico, infatti, la disinformazione ha delegittimato tanti medici, ha rallentato le cure, ha convinto le persone più fragili a rifiutare le terapie, in alcuni casi ha ucciso.

Eppure, lo affermo senza timore di essere smentito, il dramma che tutto il mondo ha vissuto, è stato, in qualche modo relativizzato, grazie a chi negava i fatti e il valore della scienza.

I falsi allarmi bomba (frutto di false minacce e false notizie), che hanno interessato tanti voli europei in questi giorni, sta facendo prendere coscienza (se ce ne fosse ancora bisogno) a tutta l’opinione pubblica degli effetti fisici, misurabili, concreti della disinformazione. È uno spartiacque. Se prima c’era sempre una zona grigia in cui l’ideologia poteva negare i fatti e l’evidenza, oggi quel margine opaco sembra essere annullato.

Ebbene sì, il pericolo della disinformazione è diventato tangibile, a prova di negazionismi e teorie del complotto. Di più. Rispetto all’esperienza del Covid-19, i danni che può provocare la circolazione di notizie false si percepiscono, si vedono a occhio nudo e non si possono né negare né manipolare.

È, purtroppo, la forza delle fake news a cui bisogna contrapporre quotidianamente l’efficacia dell’etica della buona informazione. Per riportare, magari, “il cielo in una stanza”.

Le trasformazioni partono dai luoghi.

Città, province, distretti produttivi e aree interne raccontati attraverso dati, esperienze e politiche capaci di generare valore.

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