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Intelligenza artificiale e lavoro, Valsecchi: formare i giovani per governare i processi digitali

L’amministratore delegato di Synergie Italia, intervenuto alla LUMSA di Palermo, richiama il legame tra competenze tecniche, soft skills e politiche attive per valorizzare il capitale umano.

Marco Valsecchi, amministratore delegato di Synergie Italia, durante un intervento pubblico.
Marco Valsecchi, amministratore delegato di Synergie Italia. · Foto: Immagine fornita alla redazione

Palermo, 14 ottobre 2026 – Formare giovani in grado di governare i processi informatici e digitali, integrando competenze tecniche e soft skills, per sostenere occupazione, produttività e competitività delle imprese. È la priorità indicata da Marco Valsecchi, amministratore delegato di Synergie Italia, intervenuto all’Università LUMSA di Palermo durante un incontro sulle sfide delle intelligenze contemporanee e sul rapporto tra umanità e artificialità per un’innovazione responsabile.

Valsecchi ha partecipato al panel “AI e valorizzazione del capitale umano”, dedicato all’impiego degli strumenti digitali nelle imprese. Synergie Italia è un network internazionale specializzato nell’incontro tra aziende e professionisti, presente sul territorio nazionale con oltre 180 filiali e punto di riferimento per circa 6.000 aziende clienti.

L’intelligenza artificiale come opportunità educativa

“Come enti di formazione sentiamo la responsabilità di sostenere la crescita professionale, trasformando la rivoluzione dell’intelligenza artificiale in un volano di inclusione e sviluppo. Si tratta di una grande opportunità educativa”, ha osservato Valsecchi.

Il tema, secondo l’amministratore delegato di Synergie Italia, riguarda anche il tempo necessario per acquisire e consolidare competenze professionali. “Nei prossimi vent’anni una delle principali sfide per le imprese sarà quella di formare dei professionisti capaci di svolgere concretamente il proprio lavoro, con competenze che richiedono tempo per essere consolidate. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale può rappresentare una risposta strategica per ridurre il tempo necessario per apprendere e diventare produttivi”, ha spiegato.

La tecnologia deve affiancare le persone

L’adozione dell’IA deve però accompagnarsi alla tutela dell’autonomia professionale. “Per cogliere appieno questa opportunità, però, è fondamentale che la tecnologia affianchi le persone senza sostituirne la capacità di giudizio e di decisione”, ha sottolineato Valsecchi.

Per i giovani diventa quindi essenziale unire preparazione tecnica e competenze trasversali: “I giovani devono acquisire gli strumenti necessari per governare i processi informatici e digitali, integrando le competenze tecniche con soft skills specifiche. Questa combinazione permetterà di formare i professionisti del futuro, coloro che saranno chiamati a guidare le imprese verso uno sviluppo sostenibile”.

Innovazione, formazione e politiche attive

“L’obiettivo deve essere quello di fare in modo che l’innovazione possa offrire ai lavoratori e alle imprese gli strumenti necessari ad affrontare al meglio l’impatto della trasformazione digitale”, ha aggiunto.

“Innovazione, formazione e politiche attive devono quindi procedere insieme, affinché l’AI contribuisca a valorizzare il capitale umano, accelerare la crescita professionale e trasformare la scarsità di esperienza in un’occasione di sviluppo, maggiore produttività, competitività e stabilità nel lungo periodo”, ha concluso Valsecchi.

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