Ottenere più energia dai pannelli già installati è la strada su cui sta lavorando Bromance con PhNEX, un rivestimento nanotecnologico destinato ai moduli fotovoltaici. Secondo i risultati della sperimentazione UNIMORE comunicati dall’azienda, la configurazione più performante ha registrato un incremento relativo del rendimento dell’8,02% rispetto al pannello non trattato.
La verifica è stata condotta dal Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La relazione tecnica, redatta dal professor Simone Pedrazzi, ha esaminato il comportamento di moduli bifacciali sottoposti a diverse applicazioni del trattamento.
Quattro pannelli e tre modalità di applicazione
La sperimentazione ha coinvolto quattro moduli Jinko Tiger Neo N-Type da 575 watt: uno non trattato, usato come riferimento, e tre con il rivestimento applicato rispettivamente sulla parte anteriore, su quella posteriore e su entrambe le superfici.
Nella configurazione con pannelli rialzati e ventilati, gli incrementi di rendimento riportati sono stati del 4,36% per il trattamento frontale, del 7,98% per quello posteriore e dell’8,02% per l’applicazione fronte-retro.
Nel punto di massimo rendimento, l’efficienza è passata dal 20,37% al 22,00%: una differenza di 1,63 punti percentuali, che corrisponde all’aumento relativo indicato. Il dato riguarda la specifica configurazione sperimentale e non equivale a una previsione di maggiore produzione annua per qualsiasi impianto.
Le condizioni di installazione fanno la differenza
Il risultato cambia con l’assetto dei pannelli. Nei test con moduli appoggiati al terreno, il trattamento posteriore aveva prodotto un aumento del rendimento del 4,17%; con moduli rialzati e ventilati, lo stesso tipo di applicazione ha raggiunto il 7,98%.
La relazione, secondo quanto riportato da Bromance, individua nel comportamento termico dei moduli una possibile spiegazione del beneficio osservato. Il confronto mette quindi in evidenza il ruolo delle condizioni operative nella valutazione del trattamento.
Le prossime verifiche su scala reale
Per Dario Salvini, amministratore delegato di Bromance, la sperimentazione rafforza il percorso dell’azienda verso tecnologie capaci di migliorare l’efficienza degli impianti esistenti. Il direttore generale Carlo Russo collega questa prospettiva alla possibilità di aumentare la produttività delle infrastrutture rinnovabili attraverso l’innovazione dei materiali.
L’azienda intende proseguire con verifiche su scala reale e su periodi più lunghi, insieme alle successive fasi di sperimentazione e industrializzazione di PhNEX. Questi passaggi saranno rilevanti per valutare quanto i risultati osservati possano essere replicati nelle condizioni di utilizzo degli impianti.
Bromance ha inoltre annunciato attività nel settore eolico, i cui risultati saranno presentati successivamente. Su questo fronte non sono ancora indicati dati di rendimento: l’estensione della tecnologia alle turbine resta un percorso di sviluppo.
