Gli alimentari lavorati restano fuori dal processo inflazionistico, con prezzi in diminuzione su base annua. È il contributo al contenimento dei prezzi che Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare, attribuisce all’industria alimentare italiana: uno sforzo della filiera a beneficio dei cittadini e dei consumi.
Nel comunicato del 31 ottobre, Mascarino evidenzia una variazione tendenziale degli alimentari lavorati pari al -0,2% a ottobre, dopo il -0,6% di settembre, a fronte di un’inflazione generale al +5,4%. I dati degli alimentari lavorati indicano prezzi inferiori rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Alimentari lavorati: variazioni annue negative da giugno
“Pur se i recenti dati Istat fotografano un’inflazione al +5,4%, evidenziando un periodo di complessità macroeconomica complessiva, si deve sottolineare che in questo processo l’industria alimentare italiana sta invece esercitando un’azione di riduzione costante dei prezzi, che a ottobre si è stabilizzata al -0,2%, dopo il -0,6% di settembre”. È quanto dichiara Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare.
“Nel dettaglio – aggiunge il Presidente di Federalimentare - i prezzi degli alimentari lavorati mostrano variazioni tendenziali con il segno meno già dallo scorso giugno. Si tratta di una dinamica virtuosa guidata dall’industria alimentare, i cui prezzi alla produzione sono in flessione costante, oscillando dal -0,3% tendenziale di gennaio, al -1,7% di agosto, fino al -1,4% registrato a settembre dall’Istat”.
Il contributo delle imprese al contenimento dei prezzi
Secondo Mascarino, l’industria alimentare, composta prevalentemente da piccole e medie imprese, sta assorbendo i maggiori oneri energetici per limitarne il trasferimento sui cittadini. Il presidente di Federalimentare sottolinea il ruolo dell’intera filiera nel rallentare l’aumento generale dei prezzi.
“Tutto ciò dimostra il grande contributo che l’industria alimentare, composta prevalentemente da piccole e medie imprese, sta svolgendo nei confronti dei cittadini e del sistema Paese rallentando la spirale inflazionistica. Non scaricare a valle i maggiori oneri dovuti all’aumento dei costi dell’energia, ma produrre l’effetto opposto – prosegue Mascarino - significa che da parte di tutto il settore e di tutta la filiera c’è uno sforzo ininterrotto per ridurre l’aumento generale e continuo dei prezzi di beni e servizi che ricadrebbero sui cittadini e sui consumi”.
Energia ed ETS: le proposte per sostenere lo sforzo della filiera
Per consentire alle imprese di proseguire questo impegno, Mascarino indica due interventi a livello europeo: la revisione o sospensione dell’ETS e il disaccoppiamento del costo dell’energia da quello del gas. L’obiettivo, nelle sue parole, è rendere disponibili a industria e consumatori i minori costi delle energie rinnovabili.
“Per Federalimentare - sottolinea Mascarino - questo è il risultato di uno sforzo straordinario da parte dei nostri imprenditori alimentari, sforzo che non sappiamo ancora quanto saremo in grado di reggere se non verranno adottate misure di buon senso a livello UE per alleggerire i costi energetici. In tal senso è giusto il richiamo costante da parte del Presidente di Confindustria a ridurre gli oneri che gravano sull’industria rivedendo o andando a sospendere la tassa carbonica ETS. Ma anche disaccoppiare il costo dell’energia da quello del gas, per rendere disponibili a industria e consumatori i minori costi delle energie rinnovabili. Queste sarebbero le soluzioni più efficaci per consentire all’industria di continuare a produrre con una sostenibilità maggiore sia in termini di costi che di prezzi”, conclude Mascarino.

