Per sviluppare il mercato dell’idrogeno servono anche imprese pronte a utilizzarlo. È su questo passaggio che H2IT concentra il proprio impegno, affiancando al confronto sulle infrastrutture un percorso dedicato alla domanda industriale italiana.
Al secondo meeting ministeriale del SoutH2 Corridor, ad Algeri, Luigi Crema, vicepresidente dell’Associazione Italiana Idrogeno, ha illustrato l’obiettivo: mettere in relazione la filiera nazionale con gli utilizzatori finali e porre le basi di un’alleanza capace di accompagnare la crescita del mercato.
«La presenza di H2IT al Meeting di Algeri testimonia la determinazione dell’industria italiana nel “South H2 Corridor”, un’infrastruttura strategica che unisce il potenziale rinnovabile del Nord Africa alla domanda energetica europea», ha dichiarato Crema.
Il corridoio dell’idrogeno tra Nord Africa ed Europa
Il meeting ha riunito i ministri dell’Energia e i principali interlocutori industriali di Algeria, Tunisia, Italia, Austria e Germania.
Al centro del confronto, i piani finanziari, tecnici e normativi necessari per il trasporto dell’idrogeno rinnovabile dal Nord Africa verso i poli industriali dell’Europa centrale.
Per H2IT, questo percorso deve procedere insieme al coinvolgimento delle aziende che potranno impiegare l’idrogeno nelle proprie attività. L’infrastruttura e lo sviluppo della domanda sono quindi due parti dello stesso progetto.
«Il nostro obiettivo è accelerare lo sviluppo del mercato, strutturando la domanda di idrogeno a diretto contatto con gli utilizzatori finali», ha spiegato Crema.
Una voce comune per la filiera italiana
L’associazione intende offrire alle imprese italiane rappresentanza, coordinamento e supporto operativo, accompagnandole nel dialogo con i partner industriali coinvolti.
Il percorso delineato è progressivo: il lavoro iniziale di confronto e organizzazione dovrebbe tradursi, in una fase successiva, in manifestazioni di interesse e impegni commerciali diretti.
L’obiettivo è passare dal confronto sulle opportunità a un coinvolgimento concreto delle aziende, costruendo le condizioni per lo sviluppo del mercato.
La partnership con Voestalpine
Un primo passo indicato da H2IT è l’avvio della partnership con Voestalpine nell’ambito della SoutH2 Partnership.
Secondo Crema, l’adesione alla carta industriale dell’iniziativa permetterà di definire le modalità più adatte per coinvolgere attivamente il sistema produttivo italiano.
La collaborazione si inserisce nel lavoro dell’associazione per collegare le competenze della filiera nazionale alle esigenze degli utilizzatori industriali.
Verso un’alleanza nazionale degli utilizzatori
Ad Algeri, H2IT ha posto le basi per una Offtakers Alliance nazionale, un’alleanza tra i soggetti interessati ad acquistare e utilizzare l’idrogeno.
Il progetto guarda anche oltre il corridoio meridionale: nelle intenzioni dell’associazione, dovrà contribuire allo sviluppo del mercato interno italiano dell’idrogeno.
«Stiamo pianificando i primi incontri per entrare nella progettazione di un programma concreto di coinvolgimento del lato domanda e di iniziative che li possono sostenere», ha annunciato Crema.
Il prossimo passaggio sarà quindi il confronto con le imprese per costruire il programma. L’alleanza rappresenta un obiettivo in fase di impostazione, mentre gli incontri annunciati dovranno definirne le attività e le forme di partecipazione.


