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Giustizia tributaria, Carolina Lussana: atti chiari e certezza del diritto per rafforzare la fiducia

La presidente del CPGT indica le priorità: prevenire le controversie, investire nella formazione dei giudici e governare l’intelligenza artificiale.

Carolina Lussana, presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
Carolina Lussana, presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. · Foto: Indicare autore o titolare della fotografia e l’autorizzazione ricevuta.

La fiducia tra cittadini e istituzioni passa anche dalla qualità degli atti fiscali e dalla certezza delle regole. È il messaggio di Carolina Lussana, presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, intervenuta all’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.

Durante la tavola rotonda «Azione amministrativa: regole e risultati», Lussana ha collegato il buon funzionamento dell’amministrazione finanziaria alla capacità di richiedere quanto effettivamente dovuto, attraverso provvedimenti comprensibili, motivati e conformi alla legge.

«La Costituzione non ci chiede la massima imposta possibile, ma la giusta imposta», ha affermato, richiamando il principio del buon andamento della pubblica amministrazione.

Prevenire le controversie prima del processo

Per la presidente del CPGT, la riduzione del contenzioso deve cominciare nella fase amministrativa. Le priorità indicate sono norme stabili, un contraddittorio effettivo, un’autotutela tempestiva e atti di qualità.

Il confronto con il contribuente e la capacità dell’amministrazione di correggere i propri provvedimenti diventano, in questa prospettiva, strumenti per evitare controversie prima che arrivino davanti a un giudice.

Quando il conflitto nasce, resta invece essenziale una tutela giurisdizionale effettiva, affidata a giudici terzi, indipendenti e specializzati.

Formazione e professionalizzazione dei giudici

Lussana ha richiamato il percorso di professionalizzazione della magistratura tributaria avviato con la riforma del 2022.

La complessità della materia fiscale, che coinvolge ambiti diversi del diritto, rende necessario un investimento continuativo nella formazione e nella specializzazione. La qualità delle decisioni richiede quindi competenze aggiornate, insieme a un’organizzazione capace di sostenere il lavoro dei giudici.

Nel corso dell’intervento sono stati ricordati anche i risultati del 2025: quasi 224mila controversie definite, per un valore superiore a 24 miliardi di euro, accompagnate da una riduzione dell’arretrato e dei tempi medi dei giudizi.

Le cifre in euro si riferiscono al valore delle controversie, non a somme necessariamente riscosse dall’amministrazione finanziaria.

Intelligenza artificiale e responsabilità della decisione

Un altro tema affrontato riguarda l’impiego della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nella giustizia tributaria.

Lussana ne riconosce le opportunità per la ricerca e l’organizzazione, sottolineando però la necessità di governarne l’utilizzo. Ha richiamato la delibera del CPGT n. 275 del 2026, indicando come principi di riferimento legalità, trasparenza, proporzionalità e autonomia decisionale.

Il punto centrale resta la responsabilità del giudice: l’algoritmo non può sostituire la valutazione umana.

Nella visione esposta dalla presidente, modernizzare la giustizia tributaria significa affiancare rapidità e strumenti tecnologici alla capacità di garantire la giusta imposta, la certezza del diritto e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

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