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Conflavoro, tre proposte per le PMI: utili reinvestiti, tetto all’energia e ricerca

Alla XVI Assemblea Nazionale, Roberto Capobianco ha presentato le richieste per la prossima Legge di Bilancio: incentivi automatici agli investimenti, sostegno all’innovazione e agevolazioni per le assunzioni degli under 35.

Il Sottosegretario Cluadio Durigon interviene alla XVI Assemblea Nazionale Conflavoro a Roma
La XVI Assemblea Nazionale Conflavoro all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, il 30 settembre 2026. · Foto: Ital Communications

Spostare le risorse dai sussidi agli investimenti e dare alle piccole e medie imprese maggiori possibilità di crescita. È la proposta portata da Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro, alla XVI Assemblea Nazionale della Confederazione, che si è svolta il 30 settembre a Roma, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

L’appuntamento, intitolato “ENERG.IA – L’Italia si accende”, ha riunito circa 800 imprenditori, secondo il comunicato dell’organizzazione, insieme a rappresentanti del Governo, delle istituzioni e del Parlamento. Conflavoro, che dichiara circa 90mila imprese associate, ha presentato tre proposte per la prossima Legge di Bilancio: Utile Zero, Bolletta Massima e Ricerca in Fabbrica.

Si tratta di richieste rivolte al Governo, non di agevolazioni già operative.

Utile Zero, incentivi agli utili reinvestiti

La prima proposta punta ad azzerare le imposte sugli utili lasciati in azienda e reinvestiti entro due anni.

A questo intervento Conflavoro propone di affiancare un credito d’imposta automatico del 40% sui primi 300mila euro di investimento, da portare al 50% per le imprese più piccole e per il Mezzogiorno.

Il meccanismo illustrato dalla Confederazione prevede la prenotazione del beneficio al momento dell’ordine, senza perizie né click day. L’obiettivo è rendere l’incentivo più semplice da utilizzare e consentire alle imprese di programmare gli investimenti con maggiore certezza.

Bolletta Massima, un tetto all’energia per le PMI

La seconda proposta riguarda uno dei costi che incidono sulla competitività delle aziende: l’energia.

Con Bolletta Massima, Conflavoro chiede un tetto al prezzo dell’energia per le PMI, collegato alla media europea. Il pacchetto comprende anche il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili rispetto al gas e un accesso più ampio ai contratti di fornitura di lungo periodo.

A queste misure si aggiunge “Energia in Fabbrica”, la proposta di un credito d’imposta per investimenti in fotovoltaico, sistemi di accumulo ed efficientamento energetico. Il sostegno all’autoproduzione viene indicato come una strada per ridurre l’esposizione delle imprese alle oscillazioni dei prezzi.

Ricerca in Fabbrica, credito del 50% per l’innovazione

La terza proposta, Ricerca in Fabbrica, prevede un credito d’imposta automatico del 50% per le PMI sugli investimenti che aumentano il valore di prodotti e servizi.

Gli ambiti individuati comprendono ricerca, brevetti, design, prototipi e intelligenza artificiale. Il progetto mira a favorire il passaggio dall’innovazione alle applicazioni concrete nelle attività produttive.

Sul fronte dell’occupazione, Conflavoro affianca a queste richieste “Tasse Zero Under 35”: una proposta di azzeramento di imposte e contributi per tre anni sui giovani assunti a tempo indeterminato.

Capobianco: risorse a chi investe

«Sono tre strumenti con un unico obiettivo: spostare le risorse dalla logica del sussidio a quella dell’investimento», ha dichiarato Roberto Capobianco.

Il presidente di Conflavoro ha collegato le proposte alla possibilità di far crescere le piccole imprese, superando una prospettiva limitata alla sopravvivenza.

«Una piccola impresa non deve avere come traguardo quello di restare piccola, ma la possibilità concreta di crescere», ha sottolineato.

Il confronto con Governo e istituzioni

L’assemblea ha affiancato alle proposte della Confederazione gli interventi istituzionali sui temi dell’energia, del lavoro e dell’innovazione.

Nel saluto riportato dal comunicato, Giorgia Meloni ha richiamato il ruolo delle PMI nel sistema produttivo italiano e la necessità di uno Stato che sostenga chi lavora e produce.

Marina Elvira Calderone ha posto l’accento sulla formazione continua e sull’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale, collegando la competitività delle imprese alla crescita delle competenze e alla centralità della persona.

Adolfo Urso ha richiamato il confronto tra istituzioni e associazioni datoriali sulle esigenze delle PMI, dall’accesso al credito al ricambio generazionale, fino alla sicurezza sul lavoro e all’innovazione digitale.

Negli interventi riportati di Gilberto Pichetto Fratin e Claudio Durigon è emersa l’esigenza di un sistema energetico capace di sostenere la competitività industriale. Francesco Lollobrigida ha evidenziato il contributo dell’agricoltura e degli investimenti nell’autoproduzione energetica, mentre Gianmarco Mazzi ha collegato il ruolo delle PMI allo sviluppo del turismo e alle opportunità occupazionali del settore.

Al confronto hanno preso parte anche Daniele Manca, Stefano Patuanelli, Chiara Tenerini, Riccardo Zucconi e Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal.

Le richieste presentate da Conflavoro portano così nel dibattito sulla prossima Legge di Bilancio tre priorità: favorire gli investimenti, contenere i costi energetici e rendere l’innovazione accessibile alle PMI. La loro eventuale introduzione dipenderà dalle successive decisioni del Governo e del Parlamento.

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