Un’onda monumentale nel Cortile del Belvedere porta il tema del clima in Vaticano. “Diluvium”, l’installazione dell’artista e fotografo francese JR, è stata inaugurata il 14 settembre 2026 nel ciclo “Aqua”, ideato dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.
L’opera affronta alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: surriscaldamento globale, scioglimento dei ghiacci e alterazione degli equilibri climatici, mettendole in relazione con sistemi politici e sociali che sembrano sempre più difficili da modificare.
Di fronte a uno scenario che assume contorni quasi apocalittici, è ancora una volta l’arte a trasformarsi in uno strumento di resistenza, consapevolezza e dissenso simbolico.
Una grande onda tra terra e cielo
Al centro dell’installazione si trova una grande onda che si sviluppa dalla terra verso il cielo, come se fosse sul punto di travolgere lo spazio circostante.
L’onda si misura con l’architettura del Cortile del Belvedere. Il contrasto tra il movimento evocato dall’acqua e lo spazio storico è una delle chiavi di lettura dell’installazione.
Il diluvio può essere letto anche come metafora dell’inquietudine umana, nella ricerca di equilibrio tra libertà e contenimento.
La scelta del Vaticano assume un significato particolare. JR si allontana, almeno fisicamente, dalle periferie e dagli scenari urbani che hanno caratterizzato gran parte del suo percorso, portando il proprio linguaggio all’interno di un luogo dalla straordinaria rilevanza storica, artistica e spirituale.
Mosaico Studio alla direzione dei lavori
Dietro la potenza visiva di “Diluvium” si trova una macchina tecnica e organizzativa particolarmente complessa.
Per trasformare la visione artistica di JR in un’installazione monumentale è stato necessario mettere in relazione competenze progettuali, strutturali, operative e di sicurezza, rispettando le caratteristiche di un contesto architettonico unico al mondo.
Mosaico Studio ha curato la direzione dei lavori e il coordinamento dell’intervento.
Lo studio ha accompagnato lo sviluppo del progetto dalla fase organizzativa fino alla realizzazione, coordinando le diverse professionalità coinvolte e favorendo il dialogo tra le esigenze artistiche dell’opera e quelle tecniche, strutturali e logistiche del Cortile del Belvedere.
L’arte di JR irrompe nello spazio
JR ha costruito la propria ricerca artistica dando visibilità a persone, storie e comunità spesso lasciate ai margini.
Conosciuto a livello internazionale per i suoi grandi paste-up, enormi collage fotografici applicati sulle facciate di edifici e spazi pubblici, l’artista francese ha portato davanti agli occhi del mondo i volti di rifugiati, bambini e comunità dimenticate.
Con “Diluvium” il suo linguaggio assume una forma differente. Non sono più i volti a occupare lo spazio, ma un’onda che diventa presenza, voce e avvertimento.
L’opera irrompe nel Cortile del Belvedere e chiede di essere osservata, senza offrire una sola interpretazione. La sua immagine richiama contemporaneamente la crisi climatica, la fragilità umana, il senso del limite e la possibilità di rompere equilibri apparentemente immutabili.
Una realizzazione corale
La costruzione dell’installazione ha coinvolto una filiera di aziende e professionisti specializzati.
Pantone Restauri ha operato in qualità di General Contractor, mentre Studio Tieri Graziano ha curato il coordinamento della sicurezza durante la fase di esecuzione. Il progetto strutturale è stato invece affidato all’ingegnere Attilio Sardarelli.
La collaborazione tra le diverse realtà coinvolte ha permesso di tradurre l’intuizione di JR in un’opera capace di confrontarsi con uno degli spazi più importanti della Città del Vaticano.
“Diluvium” visitabile fino a maggio 2027
“Diluvium” sarà visibile nel Cortile del Belvedere della Città del Vaticano dal 15 settembre 2026 al 14 maggio 2027.
Un lungo periodo durante il quale la grande onda di JR continuerà a interrogare il pubblico sul rapporto tra uomo e natura, sulla fragilità degli equilibri contemporanei e sulla capacità dell’arte di rendere visibile ciò che la società rischia di non voler più guardare.

