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Otranto in Luce, videomapping e spettacoli immersivi nel centro storico fino al 27 settembre

Il borgo antico diventa ogni sera un grande palcoscenico a cielo aperto. Luci, immagini e suoni raccontano la storia dei Santi Martiri di Otranto tra Cattedrale, Castello Aragonese e Porta a Mare.

Otranto in Luce, videomapping e spettacoli immersivi nel centro storico fino al 27 settembre

OTRANTO – Il centro storico di Otranto cambia volto ogni sera con “Otranto in Luce – La Pietra racconta la storia, la luce la rivela”, il percorso immersivo che attraverso videomapping, installazioni luminose, immagini e musica racconta uno degli episodi più significativi della storia della città salentina.

L'iniziativa proseguirà fino al 27 settembre, ogni sera dalle 21 alle 24, trasformando alcuni dei luoghi simbolo di Otranto in un percorso culturale e spettacolare rivolto a cittadini e turisti.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura nell'ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni culturali” ed è realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Puglia, insieme al Comune di Otranto e all'Arcidiocesi di Otranto.

La storia dei Santi Martiri raccontata attraverso la luce

Al centro di “Otranto in Luce” c'è la memoria dell'assedio ottomano del 1480 e dei Santi Martiri di Otranto.

La città cadde il 12 agosto 1480 dopo la resistenza all'assedio. Due giorni dopo, sul colle della Minerva, centinaia di otrantini furono uccisi dopo essersi rifiutati di rinunciare alla propria fede.

Una vicenda rimasta profondamente legata all'identità della città e arrivata fino alla canonizzazione dei Martiri di Otranto nel 2013 da parte di Papa Francesco.

Oggi quella memoria viene raccontata attraverso un linguaggio completamente diverso: immagini, suoni, videomapping e tecnologie digitali trasformano monumenti e pietre del centro storico in elementi della narrazione.

Da Porta Terra al Castello Aragonese: il percorso di Otranto in Luce

Il viaggio attraversa alcuni dei luoghi più conosciuti della città.

Le installazioni coinvolgono Porta Terra, la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, il Castello Aragonese e l'ex Chiesa dell'Immacolata, per poi raggiungere Porta a Mare.

Qui un grande videomapping su una superficie di 40 per 28 metri trasforma la pietra in uno schermo narrativo.

Il percorso culmina nel fossato del Castello Aragonese di Otranto, dove immagini, luci e colori occupano una superficie di 87 per 17 metri, pari a 1.479 metri quadrati.

Sistemi audio, illuminazione sincronizzata e musiche originali accompagnano il visitatore lungo l'intero percorso.

Un progetto tra cultura, tecnologia e turismo

“Otranto in Luce” nasce da un'idea di Vincenzo Sofo, Consigliere del Ministro per la Diplomazia Culturale, mentre la direzione artistica è affidata al maestro francese Bruno Seillier, sceneggiatore, scenografo e regista.

L'obiettivo non è soltanto spettacolare. Il progetto vuole sperimentare un modo contemporaneo di raccontare il patrimonio storico e culturale, utilizzando la tecnologia come strumento per avvicinare il pubblico alla memoria della città.

Lo stesso Sofo ha definito l'iniziativa non semplicemente uno spettacolo, ma un modello nel quale il patrimonio storico e culturale delle comunità può diventare anche motore di sviluppo e attrazione turistica.

Dal Ministero della Cultura 4,3 milioni per il centro storico di Otranto

Il progetto si inserisce in un intervento più ampio finanziato dal Ministero della Cultura attraverso il Piano Strategico sui Grandi Progetti dei Beni Culturali.

Come spiegato dal sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella, le risorse complessivamente destinate al centro storico di Otranto ammontano a 4,3 milioni di euro.

Una prima tranche da 2,5 milioni riguarda la riqualificazione degli spazi pubblici del centro storico e interventi su Palazzo Melorio, Torre Duchesca e camminamento di Ronda.

Un secondo finanziamento da 1,8 milioni di euro, disposto con decreto del 21 ottobre 2025, comprende anche il progetto dedicato alla narrazione dei fatti storici del 1480.

Mantovano: “Riportare alla luce una pagina fondamentale della storia”

All'inaugurazione è intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha sottolineato il valore simbolico dell'iniziativa e la capacità della memoria dei Martiri di attraversare il tempo.

Secondo Mantovano, illuminare oggi il centro storico con le immagini dei Santi Martiri significa riportare all'attenzione del grande pubblico una pagina della storia rimasta per molto tempo prevalentemente legata al territorio.

Otranto tra memoria e innovazione

Per il sindaco Francesco Bruni, l'utilizzo delle tecnologie digitali permette di rendere contemporaneo il racconto di una delle pagine fondamentali della storia di Otranto e, contemporaneamente, di valorizzare i principali monumenti cittadini.

Una visione condivisa dal direttore artistico Bruno Seillier: l'obiettivo, ha spiegato, non è semplicemente illuminare i monumenti, ma utilizzare luce, immagini e suoni per far emergere la memoria conservata nelle pietre della città.

“Otranto in Luce” diventa così un incontro tra storia, patrimonio culturale, innovazione tecnologica e turismo, con il centro antico che ogni sera, fino al 27 settembre, si trasforma in un grande racconto a cielo aperto.

L'immagine coordinata e la comunicazione dell'evento sono curate da Mosaico Studio e Ital Communications.

Le trasformazioni partono dai luoghi.

Città, province, distretti produttivi e aree interne raccontati attraverso dati, esperienze e politiche capaci di generare valore.

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